Nel corso della mia attività ho ideato e sviluppato diversi strumenti che utilizzo all’interno dell’approccio comico-relazionale sistemico. Sono strumenti pratici e innovativi, tutti legati all’innesco della risata sociale, che permettono di lavorare in profondità sulle relazioni, sulla comunicazione e sui vissuti personali. Ogni strumento è stato pensato per essere adattabile a diversi contesti educativi, clinici, sociali e aziendali, così da favorire processi di cura, consapevolezza e benessere.
L’uso dei Puppets in ambito educativo e terapeutico è relativamente recente. Solo negli ultimi anni sono state condotte importanti ricerche scientifiche a livello internazionale sui benefici del loro utilizzo. I Puppets permettono a chi li indossa di compiere in modo diretto, immediato e semplice un viaggio all’interno della relazione con se stesso e con gli altri.
Si rivelano strumenti molto validi nei percorsi di presa in carico di bambini portatori di fragilità, (disregolazione emotiva, ADHD, DSA, Disturbi del comportamento). Nell’approccio comico-relazionale li utilizzo non solo con i bambini, ma con persone di ogni età e in contesti diversi: scuola, carcere, azienda, percorsi privati, formazione. L’unicità del loro utilizzo nel mio approccio è che non sono io a indossarli, ma i soggetti che intraprendono un percorso.
Le carte che ho ideato permettono di lavorare sugli aspetti semantici della comunicazione, ovvero sui significati, sui segni e sui messaggi che le parole veicolano, applicando il pensiero divergente. Consentono di ri-significare le parole e di indagare la connessione tra gli schemi di attribuzione di significato e i vissuti relazionali.
La casetta della Sylvanian Family è uno strumento che utilizzo principalmente con i bambini. Si tratta di una villetta su due piani con giardino e accessori in miniatura. I bambini, manipolando gli oggetti e giocando con i personaggi che abitano la villetta, creano nuclei familiari e narrano storie comiche sulle relazioni senza essere coinvolti direttamente sul piano emotivo. Questo spostamento dei vissuti dal sé all’altro protegge il benessere psico-fisico del bambino e, al tempo stesso, mi permette di indagare le criticità relazionali.
Utilizzo le statuette di Susan Lordi nei percorsi individuali, di coppia e familiari. Sono strumenti preziosi per promuovere riflessioni sul patto di coppia, sulla genitorialità e sulla relazione, mettendo in luce gli aspetti di generatività non solo della coppia ma anche del singolo individuo. Consentono di lavorare in profondità sulla percezione e sulla visione del sé in relazione al concetto di coppia e di famiglia in tutte le sue sfaccettature.
Cos’è un palcoscenico? Un luogo della mente e delle relazioni in cui è possibile modificare ogni cosa: nomi, significati, coordinate spazio temporali, se stessi. Il palco è gioco, è emozione viva, è scoperta, è libertà, ma soprattutto è libertà nel rispetto delle regole, perché ogni gioco, per essere giocato bene, ha le sue regole da rispettare. Il palco è uno strumento potentissimo nei percorsi di cura, accoglie adulti, coppie, famiglie, bambini… dando ad ognuno la possibilità di attribuire alle esperienze nuovi significati.
Utilizzo questi strumenti in numerosi contesti, operando con privati e aziende, intervenendo nelle scuole e negli istituti penitenziari, e occupandomi di formazione e supervisione in numerosi ambiti. Se vuoi scoprire come, scopri i miei servizi.